| 22 aprile 1962, giusto quarant’anni fa,
il campionato di serie B presentava un dominatore assoluto
(il Genoa di Fongaro, Giacomini e il sudafricano Firmani),
e dietro una gran bagarre, tra Verona, Lazio, Pro Patria,
Messina e Modena per gli altri due posti utili alla salita
nella massima serie. A Modena, in Piazza d’Armi si corse
il Gran Premio Giovanardi, vinto da Vivaldo Baldi su Mincio
in 1.20:9 al km, e nel limitrofo “Braglia” dodicimila
spettatori assistettero a un risultato a occhiali nel
derby col Parma, guidato in difesa da Sentimenti V di
Bomporto. Modena imbottito di riserve, pasticcione in
difesa e come sempre debolissimo all’attacco, sentenziò
Giorgio Boschini sull’“Avvenire d’Italia”. Altro punticino
il 29 aprile, conquistato sul campo della concorrente
Verona, che al 18’ della ripresa conduceva per 2-0: ma
un minuto dopo il gol di Pagliari, il quale lanciato da
Bellemo evita un difensore e dal limite sorprende Ciceri
incautamente fuori porta (qualcuno ricorderà Ciceri alla
difesa della porta modenese, una decina d’anni dopo).
E non era finita: al 43’, rimessa laterale, con palla
a Pagliari che traversa davanti alla porta, Ciceri si
lascia passare la palla sotto il naso senza intervenire,
Basiliani si imbambola senza curare Vetrano, e questi
da un metro non fa fatica a infilare. Mentre la nazionale
maggiore partiva (“con buone carte”, titolò un giornale)
per i disgraziati mondiali in Cile, il Bologna giocava
in Mitropa Cup superando la Stella Rossa di Belgrado con
gol di De Marco e Nielsen, il Modena prendeva un brodino
al Braglia, superando 3-2 il Catanzaro (che come centravanti
schierava il giovane Mascalaito!). Tutto sembrava facile;
malgrado il campo reso un aquitrino dalla pioggia abbondante,
dopo 21 minuti si era già sul 3-0, e si usufruì di un
rigore… Ma lasciamo ancora alla penna di Giorgio Boschini
il resoconto. Molte, troppe occasioni favorevolissime
sono state mancate dagli attaccanti canarini nel più incredibile
dei modi. Prima rete all’8’: rimessa laterale, da Giorgis
a Pagliari che spostatosi verso il centro dell’area fa
partire un forte rasoterra che s’insacca sulla sinistra
di Bertossi. Raddoppio al 18’, ancora per merito di Pagliarone,
per un’azione passata da Marmiroli e Vetrano: l’ala sinistra
effettua un centro teso che Pagliari raccoglie di testa
battendo Bertossi da pochi passi. Sembra uno schema, che
si ripete tre minuti dopo: Vetrano calcia in area una
punizione; di testa, Pagliari porge a Giorgis che, fatti
due passi, mette in rete nell’angolo basso. Al 38’ il
rigore, concesso dall’arbitro Gambarotta di Genova per
un fallo di Nardin (futuro napoletano in serie A, con
Sivori e Altafini): Vetrano si accinge a battere, nonostante
che il pubblico reclami a viva voce Pagliari. Bertossi
intuisce la traiettoria del tiro e, buttandosi tutto sulla
destra, mette in angolo. All’inizio della ripresa, gol
annullato a Tinazzi per un fuorigioco molto discutibile
(allora non c’erano moviole!), poi un quarto d’ora di
follia della difesa gialla: Al 31’ Rambone effettua un
tiro in diagonale che Balzarini si appresta a intercettare.
Interviene Cattani che nel tentativo di liberare effettua
uno spiovente mandando la palla nella propria porta. E
al 40’ quello che si direbbe oggi un “gollonzo”: Un innocuo
pallone perviene a Barucco che porge all’indietro a Balzarini.
Il portiere modenese esce tranquillo verso la palla che
però ristagna in una pozza d’acqua. Interviene Florio
che può segnare con un rasoterra… Gli sportivi increduli
seguono sbigottiti le fasi di questa partita tenendo sempre
sott’occhio il cronometro. Per fortuna, allora non usava
fare il recupero dei nostri giorni, e ce la scampammo:
ma eravamo solo quarti, a pari punti con Lazio e Napoli.
Ulteriore turno casalingo il 20 maggio (quando Graham
Hill vinse con la BRM in Olanda, terzo e quarto Phil Hill
e Baghetti su Ferrari), contro l’ultima in classifica,
il derelitto Cosenza. Arbitro, l’internazionale Jonni
di Macerata, e ancora pioggia sugli 8000 del Braglia.
Un attacco brillante ma sprecone, titolò il solito Boschini
alludendo al quinquetto Leonardi – Tinazzi – Pagliari
– Marmiroli – Vetrano. E’ veramente destino che gli sportivi
modenesi debbano assistere agli ultimi minuti di gara
sempre col cuore in gola, a causa delle tante facili occasioni
mancate, e della contemporanea assenza in difesa di Barucco,
Aguzzoli e Cuttica; per fortuna, Giorgis e Goldoni oggi
erano veramente in gran forma… Ma purtroppo nell’attacco
del Modena c’erano due nei, Pagliari e Leonardi. Per fortuna,
un fallo di mano di Federici al 17’ costringeva Jonni
a darci un rigore: stavolta del tiro si è incaricato Giorgis
il quale ha battuto Amati con un forte rasoterra sulla
destra. Raddoppio al 24’ della ripresa, per merito delle
due bocce perse della giornata: cross di Vetrano per Pagliari,
tiro, respinta del portiere, la palla rimbalza sui piedi
di Leonardi che non ha difficoltà a mettere in rete. Gli
ospiti protestano per un fuorigioco, Jonni va a consultare
il guardalinee che per nostra fortuna non ha visto niente.
Ma al 36’ c’e’ un rigore per il Cosenza, per un atterramento
del centrattacco Lenzi ad opera di Balzarini: gol, e se
Dio vuole finisce qui. Siamo terzi, ma in compagnia di
Verona e Lazio. Il 27 maggio, quando Van Looy vince la
tappa al Giro, Phil Hill e Gendebien su Ferrari trionfano
al Nurburgring, i canarini vanno in casa della pericolante
Lucchese: ormai hanno il fiatone, e si accontentano di
un pari 1-1, con un altro rigore trasformato da Giorgis
a pareggiare in vantaggio iniziale di Bassetto. Migliori
dei nostri, Giorgis, Goldoni, Marmiroli e Vetrano. Arbitrava
Grignani di Milano, che assegnò al Modena un giustissimo
rigore per atterramento di Pagliari lanciatissimo. Giorgis
trasforma con un pallonetto sulla destra di Persico (colui
che diventerà, più tardi, il mago dei portieri, scopritore
di Zenga, Tacconi, Lorieri ecc.). Restiamo terzi, in compagnia
della Pro Patria. Intanto, comincia il mondiale, e l’Italia
è sbattuta fuori a calcioni dal Cile di Jorge Toro (che
poi verrà a giocare nel Modena); al Giro si corre la leggendaria
tappa del passo Rolle tra la tormenta, col trionfo di
Meco (Tutti eroi, titolò su “Tuttosport” Gian Paolo Ormezzano).
Ma per il Modena, il 4 giugno, è il trionfo: nell’ultima
giornata si batte 3-1 il Bari al Braglia, davanti a 17
mila spettatori impazziti, e si conquista la certezza
(con Genoa e Napoli) della serie A. Si era messa male,
con “Pecos Bill” Virgili a portare in vantaggio il Bari
dopo un minuto grazie – testimonia sempre Boschini- a
un errore di Goldoni e un’incertezza di Balzarini: ma
le grandi prestazioni del solito Giorgis, di Cattani,
Tinazzi e Vetrano, e soprattutto di Marmiroli, il miglior
uomo in campo in senso assoluto, consentirono il recupero.
Pareggio al 29’, con Vetrano servito da un tacco di Marmiroli.
Vantaggio al 42’, con un’azione veramente eccezionale
che ha mandato il pubblico in visibilio: azione tutta
al volo, da Giorgis a Vetrano a Tinazzi, ancora a Vetrano
che la tocca in direzione di Marmiroli, il quale batte
Ghizzardi calciando al volo con rara potenza. Gol della
sicurezza a 8 minuti dalla fine, per una punizione toccata
da Tinazzi a Vetrano che sorprende Ghizzardi con un violento
tiro a mezza altezza. Per la certezza dell’esito mancava
il responso della radio: I transistors stavano riferendo
i risultati degli altri campi e il silenzio è stato interrotto
da un brevissimo boato quando si è saputo che la Pro Patria
era stata battuta… Poi un altro incontenibile boato: anche
il Verona era stato battuto, per cui la serie A era cosa
certa. Iniziava anche, in parallelo all’invasione di campo,
un frastornante concerto di clacsons. Auguriamoci che
il vecchio, caro Giorgio Boschini sia presto frastornato
per la stessa ragione. Fabio Marri . |