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PALAZZO DUCALE DI MODENA
Itinerario di visita
Il Palazzo Ducale di Modena, odierna sede dell’Accademia
Militare e antica dimora dei Duchi d’Este fu edificato
a partire dal 1634 per volontà del duca Francesco
I, su progetto dell’architetto ducale Bartolomeo Avanzini.
La costruzione, realizzata con il concorso dei maggiori
artisti del tempo quali Bernini, Borromini e Pietro
da Cortona aveva inglobato le preesistenti strutture
dell’antico castello voluto dal marchese Obizzo d’Este
nel 1291 e ricostruito nel 1340. Si trattava di dotare
la città, salita al rango di capitale nel 1598, di
una residenza principesca degna di ospitare la corte
ferrarese. Il cantiere della reggia “avanziniana”
si protasse per secoli. La duchessa Laura Martinozzi,
reggente dopo la morte del marito Alfonso IV diede
nuovo impulso ai lavori e sarà col figlio di lei,
il duca Francesco II, che verrà costruito lo scalone
d’onore e si ultimeranno il torrione centrale, la
facciata destra e parte di quella sinistra.Se con
Rinaldo I, Francesco III ed Ercole III i lavori subirono
un rallentamento, sarà con Francesco IV e Francesco
V che verrà completata la facciata orientale, il loggiato
e la parte nord, fino alla ricostruzione dell’ala
sinistra distrutta da un bombardamento nel 1944. Il
palazzo fu dunque sede della corte estense fino al
1859 (con la sola interruzione al tempo della dominazione
francese 1796-1815), ma anche delle più importanti
magistrature del governo estense, della guarnigione,
degli archivi, della zecca, nonché delle ricche collezioni
d'arte dei duchi. Nel 1863 vi sarà poi trasferita
la Scuola Militare di Fanteria. La facciata, scandita
da un'imponente torre centrale e da due torrioni laterali,
presenta nell'insieme una visione simmetrica ed armoniosa
col grande balcone centrale sorretto da alte colonne
e le ariose finestre che sia articolano sui tre piani
dell'edificio. Nelle due nicchie ai lati del portone
centrale campeggiano le statue in marmo di Carrara
di Ercole e del console romano Marco Emilio Lepido,
realizzate tra il 1565 e il 1568 dallo scultore reggiano
Prospero Sogari Spani, detto il Clemente.In alto due
balconate sormontate da statue terminano la facciata:
a sinistra Vulcano, Cerere, Bacco, e Venere furono
realizzate dallo scultore modenese Giuseppe graziosi
attorno agli anni '20 e poste in loco nel 1924, in
sostituzione delle vecchie statue lignee settecentesche
ormai consunte.Il torrione centrale è ornato da altrettante
statue raffiguranti Marte, la Virtù, la Fortezza e
il Tempo realizzate dallo scultore carrarese Giovanni
Lazzoni attorno al 1685, mentre nella parte destra
sono rappresentati Ercole e Giunone, eseguiti dal
bolognese Gabriele Brunelli tra il 1667 e il 1681,
seguiti da Pallade e Mercurio pure opera del Lazzoni.
Dall'atrio, che ospita dal 1929 il Lapidario con i
nomi dei 7811 ufficiali ex allievi dell'Accademia
periti nelle guerre per l'unità, l'indipendenza e
la liberazione si accede, attraverso la sala d'attesa
o parlatorio, ornato da dipinti raffiguranti principi
e regnanti estensi, al grande quadrangolare cortile
d'onore, un tempo ammesso al transito diurno per il
collegamento tra Piazza Roma e Corso Vittorio Emanuele.Esso
è scandito da due ordini sovrapposti di archi, sormontati
da una balaustrata in marmo. Qui in una cornice armoniosa
e d equilibrata si svolgono le principali cerimonie
dell'Accademie (il giuramento, la cerimonia del Mak
P 100 con il suggestivo ballo delle debuttanti). Lo
scenografico scalone d'onore(sui pianerottoli sono
collocate varie nicchie contenenti statue tra cui
la Prudenza e l'Abbondanza, opera del carrarese Andrea
Baratta e la statua di Minerva trasportata dal popolo
sulla piazza nel 1797 durante l'occupazione francese)
conduce al loggiato superiore in cui si trovano statue
in gesso piuttosto rovinate, copie ottocentesche da
originali classici. Da qui si accede agli appartamenti
ducali privati e di stato e all'appartamento dei principi,
sede della Biblioteca, che occupa l'ala occidentale
del palazzo. MUSEO STORICO All'interno dell'Appartamento
privato ducale è collocato il Museo storico dell'Accademia,
inaugurato il 4 giugno del 1905. Esso presenta varie
sale dai soffitti decorati a cassettoni, stucchi e
cuoi sbalzati. Dall'Atrio (sala dei Reali Tritanti),
sulle cui pareti sono disposte varie lapidi marmoree
con le testimonianze degli allievi caduti per il paese,
delle medaglie d'oro e delle personalità che hanno
studiato in Accademia si passa alla prima sala, un
tempo sala delle guardie nobili (da cui si entrava
nelle sale da ballo e nella "Galleria privata", ora
circolo allievi) nella quale vengono ricostruite le
vicende storiche che portano all'istituzione dell'Accademia
Militare unica. Nella seconda sala, antica sala degli
staffieri dei camerieri e dei ritratti sono conservati
vari cimeli di ex allievi caduti nelle guerre del
Risorgimento e di Libia, un sellino Tuaregh per cammello
e tutte le uniformi indossate dagli allievi che, a
partire dalla Reale Accademia di Torino (1678), si
sono succedute nel corso dei secoli. La terza sala,
ex gabinetto di lavoro di Francesco IV, conserva carabine
e fucili dell'ottocento, mitragliatrici e uniformi,
cimeli di ex allievi caduti nella II guerra mondiale
e di liberazione. Nella quarta sala sono riuniti doni
e ricordi di personalità che hanno visitato l'Accademia
e il medagliere delle unità dell'esercito italiano
fino al 1975. La quinta sala, già sala di Udienza,
collegata con la prima, conserva i ritratti di tutti
i comandanti dell'Accademia Militare di Modena dal
1859 al 1943, e dell'Accademia unica dal 1944 ad oggi.
Vi sono inoltre custoditi gli omaggi ricevuti dalle
Accademie militari estere. La sesta sala, un tempo
camera del caffè, conserva cartoline, guidoncini,
manifesti ricordo di vari Corsi. Presenta inoltre
un notevole soffitto in legno intagliato a cassettoni
dalla forma ovale. Nella settima sala, già camera
d'oro, sono conservati i ritratti degli ufficiali
dall'accademia e decorati di medaglia d'oro al valor
militare. Assai pregevole è il soffitto realizzato
a specchi e cuoi sbalzati e arricchito di decorazioni
e dorature. L'ultima sala, oggi tempio della Gloria,
sacrario dell'istituto, era nell'ottocento sala da
pranzo dei duchi. L'ambiente di forma ovale circondato
da svariate colonne fu realizzato tra il 1812 e il
1814. L'appartamento privato continua con una serie
di sale affrescate e con un bel soffitto a cassettoni
ed è ora occupato dall'Infermeria dell'Istituto.Da
qui si prosegue per l'Appartamento di Stato. APPARTAMENTO
DI STATO Nell'ala orientale, oggi Circolo ufficiali,
era dislocato l'appartamento di rappresentanza e ospitava
un tempo la ricchissima Galleria di quadri. All'ingresso
sono raccolti alcuni importanti ritratti di casa d'Este
attribuiti ad artisti gravitanti attorno alla corte.
Dalla galleria dei bronzi si accede alla sala Colleoni,
ex seconda anticamera del trono con un grande tavolo
ovale in noce, tra i pochi arredi ducali rimasti.
Alle pareti sono alcuni dipinti ottocenteschi dei
primi marchesi e duchi d'Este e il grande quadro di
Adeodato Malatesta raffigurante la sconfitta di Ezzelino
a Cassano d'Adda.Il Salone d'onore, col magnifico
soffitto dipinto a trompe l'oeil dal bolognese Marco
Antonio Franceschini (1648-1729) presenta Bradamante
incoronata da Giove sull'Olimpo, gloriosa celebrazione
del casato, allusivo delle nozze tra Rinaldo I e Carlotta
Felicita di Brunswich nel 1695. Qui fu riconoscita
la bandiera tricolore scelta a Reggio Emilia il 7
gennaio 1797. Tornando indietro attraverso le sale
precedenti si passa alla terza anticamera, in cui
sostavano ambasciatori ed ospiti illustri ora sala
biliardi del circolo ufficiali. Qui si possono ammirare
ritratti estensi tra cui Ferdinando d'Austria e Maria
Teresa d'Este del Malatesta. La sala del trono presenta
una forma leggermente trapezoidale e magnifiche specchiere
in legno dorato un tempo contenenti le tele del Boulanger
del palazzo di Sassuolo. Da qui si entra nella sala
da pranzo dei duchi, oggi circolo ufficiali e nell'attiguo
salottino d'oro, gioiello di gusto rococò, perfettamente
rispondente al clima ispirato allo stile francese
della corte di Francesco III. La decorazione, realizzata
a partire dal 1751 con pastiglia di stucco rivestita
di oro zecchino su pannelli di legno, si ispira ai
temi della mitologia. Fu il gabinetto di lavoro dei
sovrani e specialmente di Francesco IV. Di seguito
si trovano la sala di lettura del circolo ufficiali
e la camera del Torrione, oggi sala da pranzo, anticamente
camere da letto. Segue il Gabinetto del bagno, preziosa
saletta ottagonale dal soffitto affrescato. L'itinerario
termina al cortile Torino con la campana del dovere,
copia di quella che Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours
donò all'Accademia sabauda nel 1678. Annesse sono
le scuderie, volute dalla reggente Laura Martinozzi
e da Francesco II.Il Palazzo è anche sede di importanti
manifestazioni culturali tra le quali ha acquistato
particolare rilievo il Festival Internazionale delle
bande Militari, che richiama ogni anno in città importanti
complessi orchestrali e visitatori di svariata provenienza.
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